
Crisis Management e attualità: cosa possiamo imparare da “Il vaso di Pandoro”
Luglio 11, 2024
Public Speaking e ansia di parlare in pubblico: sfide e soluzioni per le nuove generazioni
Luglio 31, 2024Il potere dell'arte
Mi ha sempre affascinato l’arte in generale in tutte le sue forme e modalità di esprimersi e soprattutto il suo forte e particolare potere di comunicare e trasmettere messaggi. Non so neppure se esistano parole in grado di esprimere in modo esaustivo quanto possa essere potente l’arte con la sua singolare capacità di esprimere contemporaneamente contenuti ed emozioni.
Curioso come sia in grado di essere comunicativa e nello stesso tempo potente veicolo di emozioni con il suo pubblico, qualunque esso sia: l'arte riesce a trasmettere piacere, felicità, suscitare la risata, ma può provocare anche sensazioni opposte, come la tristezza o la rabbia.
E mentre crea in noi emozioni, l’arte riesce a stimolare il nostro pensiero, e a dare una sua visione sulla realtà, una prospettiva, dare attenzione a tematiche politiche e sociali senza necessariamente usare la parola.
E poi c’è un altro aspetto che trovo non solo interessante, ma anche utile, con una sua finalità sociale: l’arte ha il potere di creare una comunicazione con i più fragili, soprattutto con chi ha difficoltà ad usare gli strumenti più comuni a tutti.
Ed ecco che la musica, la pittura, la scultura, la poesia, il canto, il ballo diventano dei mezzi potentissimi di relazione e di socializzazione, riuscendo a costruire dei ponti fra persone con capacità e modalità diverse di comunicare.
Musica: arte senza barriere
Ho appreso in prima persona come la musica possa diventare uno strumento per creare una relazione spesso difficile con chi è più fragile. Che meraviglia, che spettacolo poter suscitare reazioni ed emozioni, che nel quotidiano sembrano impossibili da trasmettere!
Ho potuto assistere per esempio ad alcuni concerti di musica classica del progetto “La musica senza barriere 2024” realizzati in alcune Case Residenze per anziani e sono rimasta affascinata dalla reazione delle persone, affette da demenza senile, Alzheimer, che nella quotidianità faticano a rispondere agli stimoli, vedere invece come erano catturate dal potere del suono e della melodia. “La musica senza Barriere - 2024” prevede il coinvolgimento di numerose strutture di accoglienza anziani che ospitano nel periodo estivo diversi concerti di musica classica promossi dall’Orchestra Cherubini del Maestro Muti.
Un progetto innovativo di grande livello e qualità che vede nella musica uno strumento di socializzazione e di inclusione sociale. Questa kermesse musicale è dedicata a chi non può varcare la soglia di un teatro o di un auditorium e ha l’obiettivo di includere coloro che potrebbero rimanere esclusi dall’esperienza della cultura e della bellezza.
Dove la fragilità della malattia, della disabilità e dell’età sembrano una barriera insormontabile, l'arte e la musica classica entrano e attraverso la sua forza artistica crea connessioni e armonia.
Sono rimasta molto colpita durante l’esecuzione di un concerto, dalla connessione che si crea tra le persone e dall’atmosfera che si genera in un contesto che sembra tendenzialmente statico e difficile da stimolare.
Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo.
La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’anni e provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Maestro Muti.
Trovo che abbia un significato enorme con una forte valenza sociale, permettere alle persone fragili, non solo di accedere all’arte in generale, ma alle forme più alte dell’espressione artistica come quella rappresentata dal maestro Muti. I più alti livelli riservati non solo a chi ne ha le possibilità e la facoltà, ma anche a chi non sarebbe in grado di accedervi.
Leggi di più al seguente link
Il potere benefico delle discipline artistiche sullo stato psicofisico della persona
Alcuni studi ritengono che le discipline artistiche abbiano il potere di invertire il ritmo dello stress, del malessere portando benessere alla persona.
Lo scorso gennaio si è tenuto il primo evento nazionale della rete “Cultura e salute” che ha visto protagonista l’arte come strumento dell’azione di cura di sé e degli altri e la promozione della cultura come strumento efficace per prevenire malattie del corpo e della mente, per favorire salute e benessere, per allungare la prospettiva di vita.
>> Visita il sito di Artesociale
Un incontro-workshop in collaborazione con la Asl Roma uno, il Dipartimento di salute mentale dell’azienda sanitaria con 110 strutture tra fondazioni, associazioni, strutture sanitarie, università e con professionisti che da anni studiano le relazioni tra cultura, scienza e medicina, sperimentando pratiche artistiche e culturali per la salute e il benessere delle persone.
Un network di specialisti ed esperti che si incontra per promuovere la difesa del benessere psicofisico attraverso l’uso dell’arte declinato in tutte le sue forme e strumenti.
Corsi di canto, teatro, scultura e fotografia, diari digitali narrativi, animazione sociale, racconti autobiografici come veri e propri setting terapeutici.
Inoltre, visite a musei e siti archeologici per le patologie neurologiche degenerative, installazioni e arti visive per i pazienti in dialisi e per quelli sottoposti a trapianto, sketch comici per la sindrome di Asperger, giardinaggio e cura del verde per i malati di Alzheimer.
Si tratta di esempi divulgativi tratti da studi scientifici ed esperienze professionali che coinvolgono anche i medici e il personale sanitario in prima persona, spesso sottoposti a burnout, stress e condizioni di continua allerta.
Le discipline culturali vanno considerate come “mediatori di conoscenza” in grado di far dialogare due mondi poco abituati all’interscambio: la scienza e l’arte.
Si è convinti infatti che il linguaggio dell'arte sia efficace per la lettura delle complessità, per la ricerca introspettiva e per la comprensione delle dinamiche emotive.
Perché al centro della formazione medica non ci siano solo conoscenze, ma anche empatia ed emozioni.
L’importanza di costruire piani di animazione nelle Case residenze anziani
Anche per questo motivo nelle Case residenze anziani che ho visitato sono presenti piani di animazione organizzati, non solo per promuovere attività ricreative e ludiche, ma attraverso la musica, la pittura, e le arti in genere diventano dei mezzi efficaci per creare una relazione con i più fragili.
Le attività laboratoriali e quelle che portano alla stimolazione sensoriale, per esempio, aiutano le persone con autonomie limitate a creare un legame e una comunicazione che nel quotidiano sarebbero impensabili o troppo difficili da creare. Lo scopo quindi delle attività di animazione è di divertire e di intrattenere le persone anziane ma è anche quello di sviluppare un lavoro cognitivo relazionale organizzato da professionisti che consentono un’ animazione evoluta, non fine a se stessa.
La demenza, per esempio, provoca una grave difficoltà a comunicare, in alcuni rende impossibile anche l’uso della parola. Le forme artistiche invece hanno la capacità di saltare la parte formale e di lavorare su altri circuiti, stimolando la persona attraverso l’uso di altri sensi.
Il ruolo delle Istituzioni Penso che sia importante che anche le Istituzioni intervengano per sostenere e finanziare programmi verso le persone più fragili, promuovendo progetti che possano adottare l’arte quale strumento di relazione, socializzazione e di benessere psicofisico della persona.
Le persone più fragili vanno supportate, non solo dal punto di vista sanitario e medico, ma anche nella cura verso la persona.
Credo che una società moderna votata al bene sociale e comune debba occuparsi di questi temi in maniera seria e responsabile con professionisti qualificati.
La Comunità aperta verso l’interazione e l’integrazione
Un altro aspetto su cui le Istituzioni dovrebbero lavorare è l’apertura della Comunità verso i più fragili attraverso progetti che promuovano l’integrazione e l’interazione. Un esempio che trovo significativo sono le occasioni di incontro tra le scuole e le Case residenze anziani dove giovani e anziani si incontrano con l’obiettivo di stimolare a portare alla socializzazione di età diverse.
L’incontro con i più giovani rappresenta un momento importante sia per gli anziani che vengono stimolati alla socializzazione, sia per i ragazzi che comprendono con l’esperienza l’importanza di avvicinarsi e relazionarsi con i più fragili. L’idea progettuale nasce dall’esigenza di rispondere ad un bisogno reale della nostra società: favorire l’incontro intergenerazionale e contrastare l’isolamento e la discriminazione tra le diverse tipologie di utenza.
Unire i due mondi, quello dei ragazzi e degli anziani e in modo particolare di anziani con disabilità aiuta, i primi a comprendere le difficoltà delle persone più fragili e di permettere loro di stringere nuovi legami, mentre per gli anziani relazionarsi con i ragazzi significa allenare la propria memoria ed essere stimolati dalla relazione con l’altro.
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.





