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Quanto è importante oggi avere professionisti qualificati nei Consigli di Amministrazione delle aziende?
Perché è utile che i consiglieri siano preparati su tematiche strategiche e che conoscano quali sono le sfide globali che oggi le imprese devono affrontare per rimanere sul mercato?
Questo è l’obiettivo di IntheBoardroom, un progetto con l’obiettivo di intervenire su tutti i passaggi necessari per promuovere e inserire nei CdA donne e uomini preparati e di talento, coinvolgendo direttamente le aziende e stimolandoli a individuare al proprio interno potenziali candidati.
Il Board member, a differenza del manager che è focalizzato sulla gestione dell’impresa, deve esser in grado di portare un contributo che possa supportare la direzione nel promuovere e stimolare riflessione e pensiero, considerando anche il contesto e lo scenario.
Oggi si assiste ad un cambiamento del ruolo del Consigliere: vengono richieste competenze sempre più alte, time commitment (più tempo ed energie) e maggiori responsabilità. Le imprese necessitano di CdA preparati e competenti, selezionati per essere in grado di dare il proprio punto di vista all’AD in funzione del business aziendale, in grado di supportare l’azienda verso nuove strategie e lo sviluppo.
IntheBoardroom nasce nel 2012 (prima ancora dell’entrata in vigore della legge Golfo- Mosca) grazie a Valore D, la prima Associazione di imprese che promuove l’equilibrio di genere e una cultura inclusiva per la crescita delle aziende e del Paese.
Oggi l’associazione conta oltre 340 imprese associate come AstraZeneca, Enel, General Electric, Johnson&Johnson, Ikea, Intesa Sanpaolo, Luxottica, McKinsey & Company, Microsoft, Standard&Poor’s, UniCredit e Vodafone che sono state tra le prime a farne parte.
Il network di InTheBoardroom è composto da quasi 600 persone fra donne e uomini che hanno frequentato il programma di Alta Formazione dal 2012 al 2025 per un totale di 13 classi.
Io ho avuto l’onore di far parte della tredicesima edizione che ha visto 55 partecipanti, selezionati su un campione di oltre 900 candidature, che hanno frequentato per un anno le classi tenute da professionisti italiani e internazionali sui temi strategici per il governo delle imprese.
Temi strategici che le imprese devono affrontare per rimanere competitive sul mercato
- Conoscenza del contesto e scenario nel quale le imprese operano: oggi i leader hanno maggiori responsabilità perché gli viene richiesto di prendere posizione sulle sfide globali, come cambiamento climatico, discriminazione, parità di genere, passaggio generazionale. Oggi vengono richieste alle imprese nuove rendicontazioni, come la DFN (dichiarazione non finanziaria): le grandi imprese quotate europee presentano insieme al bilancio di esercizio un ulteriore report che riporta anche informazioni su aspetti ambientali, sociali, e temi relativi alla gestione HR, rispetto dei diritti umani. Dal prossimo anno si stima che la DFN coinvolgerà 11 mila aziende, comprendendo anche le PMI.
- Leadership inclusiva: le imprese oggi devono promuovere una nuova visione del leader che deve essere in grado di prendere posizione su temi che riguardano le sfide globali (es. cambiamento climatico, discriminazione, AI, cybersecurity, etc). Un leader oggi deve esser in capace di attivare nelle aziende l’intelligenza intergenerazionale, per dialogare con interlocutori che sempre di più manifestano bisogni e pensieri differenti rispetto al passato. Nelle imprese che vogliono promuovere la leadership inclusiva occorre interrogarsi su quali sono i Bias all’interno dell’organizzazione e quali impatti possono provocare; va creato quindi un contesto dove le persone possono evolvere il loro pensiero e superare eventuali Bias e pregiudizi.
- Consapevolezza sull’importanza dell’ESG. ESG (Environmental, Social, Governance), si riferisce a tre fattori centrali nel misurare la sostenibilità e l'impatto sociale di un'impresa. ESG viene concepito come un elemento chiave all’interno delle organizzazioni che oggi si estende a fattori non solo ambientali ma anche sociali. L’ESG apre anche nuovi scenari, nuove opportunità per l’azienda. Per esempio le società che dimostrano di avere un solido impegno verso i criteri di sostenibilità possono accedere a maggiori opportunità di investimento, rispondere alle aspettative dei clienti, migliorando così la fidelizzazione e l’immagine del brand. Ma se da una parte l’ ESG apre a nuove sfide, dall’altra non va dimenticato che i temi che tratta sono diventati sempre più sensibili. La stessa comunicazione è oggetto di forte attenzione da parte dell’Autorità garante che vuole tutelare il consumatore da pratiche sleali e da informazioni non veritiere in riferimento sia all’ambiente ma anche a tematiche sociali. “Green washing”, “blu washing”, “Green claim” sono tutte terminologie che riguardano attività di comunicazione o di marketing che promuovono messaggi o indicazioni fuorvianti al consumatore.
- La parità di genere è un tema sempre più rilevante nel mondo del lavoro e delle imprese. Le aziende che promuovono la parità di genere creano un ambiente in cui le donne e gli uomini si sentono rispettati e valorizzati per le loro differenze. Creare una cultura inclusiva significa anche offrire opportunità di crescita e sviluppo per tutte le persone, indipendentemente dal genere, promuovendo il feedback e la partecipazione di tutte le persone. La certificazione di genere diventa uno strumento per le aziende per valutare la propria performance di genere e identificare aree di miglioramento, sviluppare nuove strategie e ridurre le disparità, migliorare la reputazione. La parità di genere diventa quindi un asset strategico per le imprese che vogliono essere competitive e innovative.
- Opportunità e rischi per le aziende che vogliono entrare in Borsa. Un consiglio di amministrazione di società quotate deve conoscere le opportunità per l’impresa di entrare in borsa, come riuscire ad attrarre risorse qualificate, migliorare la visibilità e credibilità della società. Il CdA deve conoscere quali sono le responsabilità dell’impresa verso tutti gli stakeholders. La prima regola è la trasparenza verso tutti i portatori di interesse che devono essere informati seguendo precise regole definite dagli organi competenti. Fondamentale è la conoscenza del quadro giuridico che definisce codici e regolamenti perché le imprese quotate operino seguendo precise regole di trasparenza.
- Conoscenza delle normative e regolamentazioni europee sulle tematiche di sostenibilità che oggi hanno un impatto rilevante anche nelle nuove generazioni. Fondamentale è la conoscenza del quadro italiano rispetto alle direttive europee. Le ricerche rivelano come le imprese che sposano la politica della sostenibilità all’interno della propria strategia aziendale abbiano più vantaggi, come un aumento della produttività, delle vendite e della redditività
- Capacità di promuovere la work life balance: il Board deve essere in grado di comprendere come lo scenario all’interno delle imprese è cambiato: infatti convivono generazioni diverse che esprimono visioni e necessità differenti che incidono anche all’interno dell’ambiente lavorativo dove possono crearsi situazioni conflittuali. Diventa quindi strategico comprendere i bisogni espressi dalle nuove generazioni per creare uno spazio di apertura e dialogo con i propri collaboratori.
- Ruolo del CdA nell’affrontare la gestione della crisi. Anche il Board ha un ruolo preciso quando si deve affrontare una crisi che interessa l’azienda, seppure non debba intervenire nell’ambito gestionale. Il CdA ha responsabilità precise rispetto a richieste e comportamenti. In primis deve saper fare le domande giuste e non deve ostruire il lavoro executive durante la gestione. È necessario creare le condizioni per cui l’azienda sia adeguatamente preparata e formata sulla conoscenza dei rischi a cui può essere potenzialmente esposta. Avere consapevolezza prima dei problemi, permette di attuare azioni preventive per limitare la probabilità di accadimento.
- Il ruolo dell’Intelligenza artificiale: consapevolezza che l’intelligenza artificiale può cambiare il business delle aziende. Oggi è importante che il Board abbia conoscenze in merito a opportunità e rischi dell’IA. In Italia non esiste ancora una normativa precisa, come per esempio L’AI Act approvato dalla comunità europea. Mentre mancano delle regole, i rischi legati all’intelligenza artificiale, come per esempio la trasmissione di fake news, possono essere rilevanti e intaccare la reputazione dell’organizzazione stessa.
- Capacità di negoziazione. Un Board dovrebbe essere costituito da membri in grado di essere abili negoziatori. Saper negoziare significa risparmiare energie e risorse, grazie alla capacità di comunicare in maniera costruttiva, gestendo eventuali conflitti e comprendendo i bisogni dell’altro.
Fonti: https://intheboardroom.it/ https://www.valored.it/ https://www.francescaamadori.it/esg-organizzazioni-normative-e-scenari/
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.




