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- Matteo Garrone a Piazze di Cinema - Cesena, 29 Giugno 2025.
- Quali sono i contenuti promossi dal docu-film “Allacciate le cinture?”
- Qual è il valore di questo docufilm?
- L’importanza del film di Garrone per le scuole e il coinvolgimento degli studenti
- La produzione: CineMOvel Foundation
- Il ruolo della Fondazione LAM per la promozione del progetto
Matteo Garrone a Piazze di Cinema - Cesena, 29 Giugno 2025.
Il cinema può trasformarsi in un mezzo di promozione della conoscenza e nello stesso tempo essere un importante strumento di mediazione culturale? Come un’associazione culturale appena nata può promuovere la cultura e l’integrazione attraverso ogni forma d’arte usando anche quella del cinema?
“Allacciate le cinture - Il viaggio di "Io Capitano" in Senegal di Matteo Garrone è un esempio perfetto di come un docufilm possa essere un potentissimo mezzo di conoscenza e di mediazione culturale e arrivare direttamente al cuore delle persone.
Il 29 giugno la Città di Cesena all’interno del Festival “Piazze di Cinema” ha ospitato il regista Matteo Garrone protagonista dell’evento Il lungo viaggio di Io Capitano, promosso e presentato da Fondazione LAM per le arti contemporanee, organizzazione non profit recentemente fondata dalla cesenate Loretta Amadori.
Matteo Garrone è stato prima intervistato dal giornalista e critico cinematografico Pedro Armocida per un racconto sul viaggio che il film Io Capitano ha intrapreso in Senegal e sul potere trasformativo del cinema.
A seguire è stato proiettato il docufilm Allacciate le cinture - Il viaggio di "Io Capitano" in Senegal con la regia di Tommaso Merighi prodotto da Cinemovel Foundation in collaborazione con Rai Cinema e Fondazione LAM per le arti contemporanee.
Quali sono i contenuti promossi dal docu-film “Allacciate le cinture?”
Il docufilm "Allacciate le cinture" racconta il viaggio del film "Io Capitano" di Matteo Garrone in Senegal, un progetto ambizioso prodotto da CineMòvel Foundation in collaborazione con Rai Cinema.
Il film, attraverso il linguaggio cinematografico, vuole promuovere la consapevolezza, la riflessione e la mediazione culturale, offrendo uno sguardo profondo sulla realizzazione di un'opera cinematografica che affronta temi importanti come la migrazione e l'integrazione.
Chi non conosce ancora il film "Io Capitano", deve assolutamente vederlo, non solo perché “Io Capitano” è un’opera cinematografica ben riuscita e profondamente vera, ma perché mostra uno spaccato della nostra società di oggi che non possiamo far finta che non esista.
Il docu-film racconta la storia di due giovani senegalesi che intraprendono un viaggio pericoloso verso l'Europa.
E’ il viaggio che tante persone che vogliono andarsene dal proprio Paese in cerca di nuove opportunità per sé e per la propria famiglia intraprendono, non conoscendo però i reali pericoli che comporta una simile scelta.
Qual è il valore di questo docufilm?
Come racconta lo stesso regista Garrone, il docufilm sembra avere una valenza ancora più importante. Il progetto infatti ha portato la visione del film in luoghi e città del Senegal coinvolgendo le persone locali e creando dei piccoli cinema all’aperto.
Allacciate le cinture è il risultato di questo progetto sociale: girato in Senegal e in Italia, ha richiesto un lungo e complesso processo di produzione, mostrando le difficoltà e le sfide che il team di produzione ha dovuto affrontare. Il docufilm utilizza il linguaggio cinematografico per promuovere la consapevolezza e la riflessione.
L’intento è quello di creare un'atmosfera intima e coinvolgente, che permetta allo spettatore di sentirsi parte del processo di creazione del film.
L’opera offre uno sguardo profondo sulla cultura senegalese e sulla esperienza dei migranti, permettendo allo spettatore di riflettere sulla complessità del tema. “Allacciate le cinture” riprende l’intero percorso, dal coinvolgimento delle persone alla visione del film, ponendo l’attenzione sulle reazioni delle popolazioni locali durante e dopo la visione del film.
Sentimenti, stati d’animo, emozioni, reazioni diventano protagonisti del docu-film. Alla fine di ogni visione sono stati promossi numerosi dibattiti coinvolgendo la gente locale.
Sono emerse le motivazioni che spingono le persone a intraprendere il viaggio verso l’Europa, mettendo in evidenza come la maggior parte non conosca i rischi e i pericoli a cui andrà incontro. Ed è questo il punto cruciale del film, come lo stesso regista afferma: “non avevo considerato la cosa per certi versi ancora più importante, cioè quanto questo film potesse salvare delle vite se visto lì.
Far vedere il film nei luoghi dove i ragazzi hanno il sogno di partire e fargli capire a cosa vanno incontro. Realmente ha salvato delle vite”.
Infatti molte persone intervistate dopo la visione del film, affermano di aver deciso di non voler più intraprendere questo viaggio, di aver compreso i reali rischi che comporterebbe affrontarlo.
L’importanza del film di Garrone per le scuole e il coinvolgimento degli studenti
Il tema che viene trattato nel film di Garrone e nello stesso docu-film diventa importante anche nelle scuole, riuscendo a coinvolgere insegnanti e studenti in un percorso educativo e di formazione.
Garrone stesso ammette:” Mentre facevo il film avevo sempre presente l’importanza che questo film avrebbe potuto avere nel momento in cui sarebbe stato visto in occidente nelle scuole".
In fondo il cinema dà la possibilità di far vedere agli studenti delle pagine buie della nostra storia contemporanea. “Io capitano” nasce con l’intento e il desiderio di far vedere questo viaggio da una prospettiva diversa rispetto a quella che siamo abituati a vedere in tv. Abituati da anni a vedere la rituale conta dei morti, ci dimentichiamo che stiamo parlando di persone”.
Dopo l’uscita del film nelle sale, Io Capitano riceve molti consensi positivi dalla critica cinematografica, vincendo premi e ottenendo anche diversi riconoscimenti. Un aspetto però ancora forse più rilevante è l’impatto che il film ha avuto sui ragazzi, in particolare sugli studenti delle Scuole Superiori.
Il valore di questo film è stato infatti percepito anche dalle stesse scuole: molti insegnati che hanno capito l’importanza di questo racconto, ne hanno favorito la visione verso i loro studenti, stimolando un dialogo e un confronto sui temi dell’immigrazione e dell’inclusione sociale. Il film arriva al cuore più di tanti testi o trasmissioni televisive.
Le immagini e le storie raccontate sono così forti perché capaci di rappresentare una realtà oggi molto attuale che non può passare inosservata.
La produzione: CineMOvel Foundation
Il docufilm è stato prodotto da CineMòvel Foundation, un'organizzazione che si occupa di promuovere la cultura e l'arte attraverso il cinema. Cinemovel Foundation nasce per la progettazione e la sostenibilità di iniziative di cinema itinerante coinvolgendo la rete locale, nazionale e internazionale dei soggetti che operano per la promozione della società civile. Cinemovel Foundation fa viaggiare il cinema, come strumento di conoscenza, scambio e sensibilizzazione, per contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico dei luoghi che attraversa.
Sulla base dei valori dell’identità sociale di ciascun luogo e della solidarietà tra comunità anche lontane, questa organizzazione opera per permettere al cinema di continuare a fare ciò per cui è nato, cioè raccontare storie.
Per l’anno 2025 Cinemovel Foundation ha inserito tra i suoi progetti anche il docu film “allacciate le cinture” lavorando in collaborazione con Rai Cinema, che ha fornito supporto e risorse per la realizzazione del progetto.
Il ruolo della Fondazione LAM per la promozione del progetto
Anche la Fondazione Lam ha avuto un ruolo decisivo per la promozione del Il viaggio di Io Capitano in Senegal. Chi è Lam e quali sono i suoi obiettivi?
La Fondazione Lam si propone di promuovere le arti contemporanee e la cultura. In particolare vuole sostenere progetti di arte pubblica, residenze di artista, cicli di incontri sulle arti contemporanee e attività di divulgazione e laboratori, per favorire inclusione e partecipazione e supportare la nuova produzione artistica visiva, partecipativa e cinematografica con un’attenzione particolare alle giovani generazioni.
“Per Fondazione LAM- afferma la sua fondatrice Loretta Amadori- promuovere la serata con Matteo Garrone e il docufilm significa celebrare e riconoscere nel linguaggio cinematografico uno strumento potente di conoscenza, riflessione e mediazione culturale, capace di intercettare le grandi questioni del nostro tempo. Il desiderio della Fondazione è costruire nuove consapevolezze e contribuire a processi di trasformazione collettiva per nuove visioni di futuro per le giovani generazioni”.
Dopo l’anteprima internazionale cinematografica di Bologna, è partito da Cesena il tour che porterà il docufilm “Allacciate le cinture. Il viaggio di Io Capitano in Senegal” in altre località sia in Italia che all’estero.
E allora, non ci resta che augurare a questo importante progetto: Buon Viaggio!
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.








