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Ottobre 18, 2023Al Coni un evento sul rapporto tra acqua e attività fisica in relazione alla corretta idratazione per il benessere corporeo.
La Fondazione Acqua incontra le Istituzioni, i rappresentanti del mondo sportivo e scientifico
Giovedì 28 settembre al salone d’onore del Coni si è tenuto un interessante evento sull’acqua e lo sport organizzato dal Presidente Fondazione Acqua, Ettore Fortuna per spiegare il rapporto tra acqua e attività fisica in relazione all’importanza di una corretta idratazione per il benessere corporeo.
I vantaggi di una corretta idratazione sono molteplici e per chi pratica regolarmente attività fisica è necessario saperli riconoscere al fine di massimizzare la prestazione atletica ed evitare l’affaticamento dell’organismo. Non tutti gli sport richiedono l’assunzione delle medesime quantità e tipologie di acqua.
Inoltre numerose sono le fake news da sfatare quando si parla di acqua, come la notizia che non bisogna bere acqua ricca di calcio perché provocherebbe l’insorgere di calcoli. Sono stati evidenziati anche alcuni comportamenti da tenere in considerazione come verificare la tipologia delle borracce che utilizziamo, perché se non possiedono, per esempio, alcuni requisiti imposti dalla CEE, possono diventare luoghi di altissima contaminazione batteriologica.
All’evento era presente il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi che ha spiegato come il 50% delle patologie gravi è determinato dagli stili di vita e come la sedentarietà provochi un costo di circa 4 miliardi all’anno allo Stato italiano.
Il Presidente del Coni Giovanni Malagò ha sottolineato l’importanza dell’alimentazione per raggiungere traguardi di alto livello sportivo e il paradosso del fatto che se oggi gli italiani sono in Europa primi per i successi sportivi, sono però ultimi per le tematiche inerenti i problemi di salute.
Elena Micheli, campionessa mondiale di Pentathlon Moderno e il suo CT Antonio La Torre hanno raccontato i successi dell’ultima olimpiade di Tokyo 2020 e di come oggi lo studio della corretta idratazione degli atleti abbia raggiunto livelli importanti per le performance degli sportivi. Interessante come la gestione dell’idratazione debba necessariamente variare a seconda dello sport praticato; Elena ha infatti raccontato come deve idratarsi prima della gara perché non le è consentito farlo durante la prestazione dal momento che nella sua disciplina le vittorie si contano a centesimi di secondo!
“I vantaggi di una corretta idratazione sono molteplici e per chi pratica regolarmente attività fisica è necessario saperli riconoscere al fine di massimizzare la prestazione atletica ed evitare l’affaticamento dell’organismo”
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La parte scientifica rappresentata dall’Università Università Alma Mater di Bologna, Università di Roma Foro Italico e Università Tor Vergata di Roma ha presentato studi su come la corretta idratazione influisce nell’attività sportiva e nella longevità sana.
Il Prof Luigi Di Luigi ordinario di Endocrinologia dell’Università di Roma “Foro Italico” ha evidenziato l’importanza del monitoraggio di un’idratazione di qualità nell’atleta da parte di un medico competente che possa individualizzare caso per caso ed in funzione delle numerose variabili endogene ed esogene coinvolte, la tipologia, la quantità e la temporizzazione di somministrazione di acqua e/o integratori ideo-salini, prima, durante e dopo ogni singolo allenamento o competizione.
Il prof. Andrea Fabbri, docente di endocrinologia dell’Università di Roma Tor Vergata ha evidenziato che “siamo ciò che beviamo”, essendo il nostro corpo fatto per lo più di acqua, mediamente per un 60%. La disidratazione lieve è una delle più comuni cause di affaticamento durante il giorno. Si stima che il 75% degli italiani soffra di una lieve disidratazione cronica come accade frequentemente nella popolazione anziana e nei soggetti fragili. Sottolinea l’importanza dell’assunzione della vitamina D negli atleti e per chi fa attività sportiva perché esercita azioni multiple sulla salute dell’osso, la funzione delle cellule nervose, la salute endocrina e cardiovascolare, la risposta immunitaria e la ottimale funzione del tessuto muscolare.

Il Prof. Claudio Franceschi dell’Alma Mater Studiorum di Bologna rimarca le linee guida della European Society Safety for Clinica Nutrition and Metabolism (ESPEN) e dell’EFSA che raccomandano 1,6L al giorno per le donne e 2.0 L al giorno per gli uomini. Questi valori vanno riconsiderati in base allo stile di vita, all’età, alla dieta dell’individuo. In particolare rileva che la maggior parte delle raccomandazioni proposte sono molto carenti e poche prendono in considerazione la fisiologia dell’invecchiamento ed i problemi di salute e le malattie che spesso si associano all’età avanzata.
Le persone anziane, infatti, hanno una maggiore tendenza alla disidratazione, avvertendo meno il bisogno di bere e assumendo in genere meno sodio.
Particolare attenzione al problema della disidratazione degli anziani va dunque esercitata in situazioni (solitudine) e ambienti quali ospedali e case di riposo, essendosi riscontrato un rapporto tra disidratazione e declino cognitivo.
Tutte queste considerazioni acquistano una particolare importanza tenendo presenti le sempre più frequenti ondate di calore ed il riscaldamento globale.
Per approfondire:
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.



