
Gestione delle crisi aziendali
Dicembre 4, 2023
Il ruolo cruciale della comunicazione nel risk management aziendale
Dicembre 20, 2023Il lavoro flessibile rappresenta una rivoluzione nelle dinamiche lavorative tradizionali. In un mondo sempre più connesso, questo concetto abbraccia il fenomeno dello smart working, consentendo ai dipendenti di gestire autonomamente il proprio tempo e spazio lavorativo. Da remoto o in modalità ibrida, il lavoro flessibile offre una nuova prospettiva su come le persone concepiscono e svolgono le proprie mansioni.
Il concetto di flessibilità nel contesto lavorativo si riferisce a modalità di impiego alternative alle tradizionali, che superano gli orari fissi e le sedi prestabilite. Ciò implica una variazione nei fattori del "quando" (flessibilità oraria) e del "dove" (flessibilità di luogo) si svolge l'attività lavorativa. Questa evoluzione è agevolata dalla continua innovazione digitale, che facilita approcci come lo smart working e l'e-working. In tutto il mondo si sta sempre di più consolidando questa scelta, che in linea teorica punta al benessere dei dipendenti, con l’obiettivo anche di migliorare la produttività laddove funzioni l’equazione più produttività=appagamento dei dipendenti.
In molti Paesi progressisti la modalità di lavoro ibrida, quindi un po’ in ufficio, un po’ a casa è già attiva da molti anni. In altri Paesi, come l’Italia, questa modalità ha preso piede proprio con il palesarsi la necessità di portare avanti il lavoro anche non potendo essere presenti in ufficio, cioè un paio di anni fa con l’emergenza Covid. Proprio in questi mesi, con la dichiarazione della fine dello stato di emergenza, molte aziende hanno ritirato la possibilità di lavoro flessibile, altre invece hanno ridiscusso i contratti con i dipendenti offrendo una soluzione ibrida, con diverse %.
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Europa
Secondo il Global State of the Workplace Report 2023 di Gallup, i lavoratori europei in modalità remota o ibrida riportano livelli di stress e frustrazione più alti rispetto a quelli che lavorano in sede. Trend confermato a livello globale. I livelli di stress quotidiano percepito si suddividono così:
- 37% Exclusively remote
- 41% Hybrid
- 37% On-site
Dal report si evince chiaramente che l’insoddisfazione e il livello di stress non dipende tanto dalle modalità di lavoro in sé ma dalla compatibilità con le aspettative di vita e con la propria personale gestione del lavoro. Infatti, i dipendenti spesso non si sentono capiti e sostenuti (con i mezzi e con gli strumenti) dall’azienda. Quello che ritengono non venga preso in considerazione nel modo giusto è il loro benessere. Ogni condizione, ibrida, in sede o in smart può portare a una sensazione di insoddisfazione e malessere se non correttamente gestita. Il rischio di burnout emerge quando le aspettative e i bisogni dei dipendenti, legati all’equilibrio tra attività professionale e familiare non vengono rispettati, sottolineando l'importanza di comprendere le necessità individuali.
Per adottare il lavoro flessibile con successo, le aziende devono creare politiche aziendali chiare e sostenibili. Dall'implementazione di tecnologie collaborative all'adozione di strategie di comunicazione efficaci, è necessario coinvolgere esperti per guidare il processo e massimizzare i benefici. Questa difficoltà è emersa a diversi livelli; spesso i diversi comparti aziendali non sanno gestire la collaborazione dei dipendenti dislocati nelle diverse sedi, a casa o in ufficio, proprio perché non esistono linee guida e procedure definite. Un flusso di lavoro non moderato e chiaro può generare frustrazione e incomprensione.
America
Un focus sul mercato americano della ricerca Gallup mostra come questa situazione di poca chiarezza nella gestione del lavoro sia sofferta a diversi livelli della gerarchia aziendale. Infatti, mostra che nonostante il 65% dei responsabili delle risorse umane affermi che l'organizzazione si preoccupi del benessere dei dipendenti, solo il 25% dei dipendenti statunitensi è d'accordo. La formazione dei manager sulla gestione di team remoti e ibridi è essenziale. Dati Gallup mostrano che più del 50% dei manager negli Stati Uniti non ha ricevuto alcuna formazione formale o informale in questo settore, evidenziando la necessità di un impegno più forte per garantire il supporto necessario.
Un punto chiave rilevante che emerge della ricerca sul continente americano è la suddivisione della platea intervistata:
• il 50% della forza lavoro statunitense desidera essere uno "splitter", con questo termine si indica la persona che vuole avere la giornata divisa tra tempo dedicato al lavoro e tempo dedicato alla vita privata.
• il restante 50% preferisce essere un "blender", preferisce mischiare lavoro e altre attività nel corso della giornata.
Italia
In Italia, secondo il Randstad Workmonitor 2023, la flessibilità degli orari risulta determinante per l'83% degli italiani nel contesto lavorativo attuale o futuro, mentre la flessibilità del luogo di lavoro è considerata importante dal 72% dei lavoratori. La mancanza di flessibilità rappresenta un valido motivo per rifiutare nuove opportunità lavorative, incidendo nel 35% dei casi per quanto riguarda gli orari e nel 33% per la località. Per il 23% degli intervistati, la mancanza di flessibilità è stata la motivazione principale per abbandonare il loro precedente posto di lavoro.
I dati del nuovo Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano confermano questa tendenza. Infatti, l'11% dei lavoratori italiani ha scelto volontariamente di cambiare lavoro negli ultimi 12 mesi. La spinta maggiore al cambiamento è ancora la ricerca di migliori condizioni economiche, ma emerge in crescita rispetto all'anno precedente l'importanza attribuita alla necessità di maggiore flessibilità nell'organizzazione degli orari lavorativi.
La transizione verso il lavoro flessibile è una sfida complessa che richiede un approccio bilanciato. Le organizzazioni devono creare un ambiente che rispetti le preferenze dei dipendenti, offrendo supporto tangibile e formazione adeguata per i manager. In questo modo, possono prosperare nella nuova era lavorativa, massimizzando sia il benessere che la produttività.
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.


