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Settembre 23, 2024Insegnanti coraggiosi. Superare critiche e difficoltà migliorando status, legittimazione e supporto.
I pochi studi recenti a disposizione in merito al lavoro dell’insegnante dimostrano come questa professione sia logorante poichè provoca usura psicofisica dovuta alla peculiarità esclusiva della tipologia del rapporto con l’utenza. Si parla di usura relazionale a cui derivano manifestazioni cliniche e sintomi sin dal loro esordio.
Pertanto non stupisce che oggi l’insegnamento sia una delle professioni con il più alto tasso di burnout. L’usura psicofisica inoltre sembra colpire i docenti a prescindere dal livello di scuola al quale insegnano: quest’ultimo elemento conferma che il disagio mentale professionale dei docenti è dovuto in gran parte alla professione medesima piuttosto che ad altre variabili. Oggi le aspettative verso gli insegnanti sono cambiate: non solo ci si aspetta che si prendano cura dei bambini e forniscano loro valori e conoscenze di base, ma anche che formino il loro carattere.
In passato questo non era richiesto, “Geppetto non è stato incolpato per gli imbrogli di Pinocchio”. Un altro elemento di critica agli educatori è il crescente scetticismo nei confronti di qualsiasi forma di autorità. Dagli anni 60 è aumentata la fiducia in una educazione senza autorità verso la cosiddetta “istruzione libera”, senza rendersi conto di quali rischi comporti questo tipo di educazione.
Non è da sottovalutare inoltre il crescente isolamento degli insegnanti che non lavorano in squadra ma spesso sono soli. E’ cambiata anche la dimensione della famiglia, oggi si assiste ad un indebolimento della famiglia allargata, al proliferare dei genitori single e all’atmosfera della metropoli dove ogni famiglia vive nell’anonimato.
Le misure disciplinari di routine degli insegnanti del passato sono state condannate ma anche delegittimate. “Insegnanti coraggiosi” è un libro che vuole promuovere un nuovo modello di concepire l’insegnamento, tenendo conto di tutti i fattori di cambiamento che hanno coinvolto la società, le famiglie e i ragazzi.
Questo modello è incentrato sul concetto di “Nuova Autorità” che riguarda quattro pilastri:
1) Presenza. La Nuova Autorità si basa su una presenza determinata e costante, l’insegnante con la vicinanza si dimostra interessato nei confronti dello studente anche problematico.
2) Autocontrollo. Invece di aspirare al controllo e all’obbedienza, la nuova autorità si baserà sull’autocontrollo e sulla responsabilità del ruolo educativo. Maggiore autocontrollo aiuta a contrastare manipolazioni e provocazioni.
3) Supporto all'insegnante. La nuova autorità si baserà sul sostegno reciproco e sul lavoro di squadra, “dall’ Io al noi”, includendo anche lo staff della scuola che conferisce legittimità e collaborazione.
4) Persistenza. Alla reazione immediata e all’azione istantanea, la nuova autorità predilige il tempo come elemento di potere. In questo caso l’autorità si estende nel tempo e diventa sempre più forte.
L’esperienza della presenza
La presenza dei docenti avviene sia a livello del singolo studente che a livello di classe e costituisce un elemento fondamentale, poiché lo studente sente che l’insegnante si prende cura di lui e ne è responsabile.
Contemporaneamente anche l’insegnante sente di avere un peso e un ruolo importante nella vita dei suoi studenti.
La manifestazione di presenza consente anche di stabilire dei limiti e di raggiungere degli obiettivi, come calmare la classe e interrompere chi disturba. Fred Jones ha dimostrato che il livello di rumore in classe è una funzione diretta della semplice presenza fisica: quando l’insegnante si siede dietro la cattedra il rumore è al massimo, quando circola tra le file il rumore è minimo.
Stabilire dei limiti attraverso una manifestazione di presenza focalizzata aiuta a calmare la classe.
Il processo di manifestazione della presenza si evidenzia anche nella presenza fisica degli insegnanti negli spazi condivisi e comuni della scuola: riduce significativamente la frequenza degli incidenti violenti perché le aree e i luoghi fisici critici dove avvengono gli episodi di bullismo vengono supervisionati con la presenza.
La relazione tra insegnante e genitori
Oggi molte delle difficoltà che devono essere affrontate riguardano la relazione con i genitori.
Fondamentale è l’uso della diplomazia come strumento alla base per costruire un rapporto con i genitori. Passare dal “tu” al “noi”, per esempio, definisce le basi per costruire un atteggiamento non giudicante, bensì cooperante e di alleanza.
Fondamentale è la consapevolezza che genitori e insegnanti spesso condividano sentimenti comuni, come la paura o la sensazione di aver fallito. La diplomazia richiede sensibilità e rispetto: adottare un approccio positivo ed empatico può aiutare a sviluppare atteggiamenti collaborativi.
Far parte di un coro
I concetti su cui si fonda la nuova autorità cerca di cambiare le percezioni prevalenti relative a potere e debolezza, tanto che la richiesta di aiuto non significa debolezza, nè mancanza di autorità.
Anzi il principio di nuova autorità si basa sul concetto che la voce dell’insegnante è autorevole perché fa parte di un coro, è la stessa appartenenza ad un gruppo che porta autorevolezza. Inoltre il lavoro di squadra evita il confronto frontale che spessa genera conflitto e isolamento.
Parte del burnout nella professione dell’insegnante deriva direttamente nel fatto che gli insegnanti si sforzano di trasmettere un potere minaccioso, mentre in fondo sentono di avere poche risorse e sostegno.
La lotta comune invece trasmette un messaggio di determinazione a difendersi anche da studenti violenti e distruttivi, come dimostrazione di resistenza collettiva che coinvolge tutto il sistema fatto da insegnanti ma anche da ragazzi e genitori.
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Vergogna come esperienza necessaria per lo sviluppo
Davanti a situazioni critiche come per esempio quelle che riguardano atti di violenza e bullismo, il concetto di Nuova Autorità delinea quali sono i passi rilevanti.
La classe ha bisogno di sapere che il personale è a conoscenza degli eventi e sta prendendo provvedimenti risoluti per fornire protezione.
E’ importante che gli studenti siano consapevoli del fatto grave che ha coinvolto la scuola e i ragazzi. In questo senso diventa rilevante aiutarli durante il percorso.
Il concetto di vergogna come esperienza spiacevole ma non necessariamente dannosa diventa necessaria per lo sviluppo dei giovani.
L’autocontrollo come manifestazione di potere
L’autorità di un docente un tempo si manifestava in forme che portavano all’azione, a prendere decisioni per gestire immediatamente la situazione e portare la situazione al controllo e all’obbedienza.
La nuova autorità evidenzia invece come prendersi il tempo per decidere e riflettere possa potenziare la sua figura. Un insegnante che adotta il “principio del ritardo” trasmette moderazione.
L’autocontrollo diventa una manifestazione di potere.
Gli atti di riparazione come elemento vantaggioso per tutti
La nuova autorità evidenzia come gli atti di riparazione abbiano un ruolo fondamentale nel processo di educazione e si differenziano profondamente dalle punizioni tradizionali.
Nella riparazione il ragazzo deve agire per riparare a ciò che ha danneggiato, non subisce passivamente, come avviene invece quando gli viene inflitta una sanzione imposta dall’esterno. Inoltre è importante che la riparazione non venga vissuta dal ragazzo come umiliazione ma dovrebbe essere percepita come qualcosa che diventa vantaggioso anche per lui.
La stessa sospensione può diventare una procedura che non consiste nel disimpegno, di rinuncia alla presenza fisica della persona punita, ma qualcosa che richiede impegno da tutte le parti.
Il ragazzo infatti continua ad essere uno studente a tutti gli effetti, anche durante la sospensione, perché viene creato un sistema che prevede una stretta sorveglianza: da una parte i genitori sono considerati partner a pieno titolo della supervisione e del sostegno allo studente, dall’altra viene individuato anche un insegnante coordinatore di classe.
Si è inoltre rilevato che le scuole in cui gli insegnanti utilizzano abilmente manifestazioni di presenza, vicinanza, atti di riparazione solo raramente devono proseguire con la sospensione.
Conclusione
In uno scenario profondamente mutato rispetto al passato, tutte le parti che riguardano il processo educativo a scuola devono cambiare il loro approccio in una direzione di condivisione, collaborazione e cooperazione, dove il concetto di Autorità verte verso nuovi paradigmi i cui pilastri sono rappresentati da: presenza, autocontrollo, supporto e persistenza.
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.





