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- Introduzione
- Le neuroscienze e lo studio delle emozioni
- Primo step: uscire dalla propria zona di confort
- L’autoconsapevolezza diventa il punto di partenza.
- Le emozioni sono negative o positive?
- Una scoperta: abbiamo il potere di cambiare le nostre emozioni
- Quali sono i nostri schemi mentali?
- Abbiamo il potere di modificare le nostre emozioni
- Self direction: alla scoperta del mio obiettivo nobile
- In conclusione
Introduzione
Quale attinenza c’è tra l’intelligenza emotiva e il raggiungimento delle nostre aspirazioni personali e professionali? Che relazione c’è tra come esprimiamo le nostre emozioni e come gestiamo le relazioni con gli altri?
C’è un nesso tra le nostre emozioni e le nostre azioni?
Oggi sempre più spesso i dati evidenziano che i giovani che si avviano verso l’età adulta dimostrano gravi carenze relative all’autocontrollo, alla capacità di gestire la propria collera e alla attitudine verso una comunicazione empatia.
D’altra parte anche chi appartiene all’età adulta sembra non avere troppa dimestichezza con la sfera della gestione delle emozioni, cresciuto evidentemente da un’educazione e cultura fortemente incentrate sul raggiungimento degli obiettivi attraverso il solo uso della ragione.
E allora perché dovremmo occuparci di gestione delle emozioni e comprendere i meccanismi che sono alla base dello studio dell’intelligenza emotiva?
Le neuroscienze e lo studio delle emozioni
Portare la conoscenza e lo studio nell’ambito della sfera emotiva e del sentimento significa dare una spiegazione e una ratio ai momenti dove le emozioni prendono il sopravvento sulla razionalità.
La comprensione dell’interazione delle strutture cerebrali responsabili dei nostri momenti di collera e di paura, di passione o di gioia ci rivela moltissimo del modo in cui apprendiamo le inclinazioni emozionali che possono arrivare a sabotare le nostre migliori intenzioni.
Conoscere questi meccanismi ci rende consapevoli e ci fornisce gli strumenti per imparare a gestire e addomesticare i nostri impulsi più distruttivi e frustranti. Dobbiamo pensare al nostro cervello come ad un contenitore che possiede due tipi di intelligenza: quella razionale e quella emotiva. E per gestire le nostre emozioni e stati d’animo è fondamentale esserne consapevoli.
Il nostro modo di comportarci nella vita è determinato da entrambi: non dipende solo dal quoziente intellettivo ma anche dall’intelligenza emotiva, in assenza della quale l’intelletto non può funzionare al meglio.
Ma come si può fare un uso intelligente delle emozioni?
Primo step: uscire dalla propria zona di confort
Entrare nel mondo dell’intelligenza emotiva significa mettersi in gioco ed uscire dalla propria zona di confort per esplorare il nostro modo di comunicare, di pensare, partendo dalla ricerca della consapevolezza di sè.
Capire quali sono i meccanismi alla base delle nostre modalità di espressione, di compiere delle scelte, di relazionarci con gli altri implica necessariamente un lavoro interiore che mette in discussione le proprie convinzioni.
Ma attenzione, la gestione delle emozioni richiede allenamento affinchè si possa diventare non solo esperti conoscitori e comprenderne le dinamiche, ma si riesca anche a metterle in pratica in maniera consapevole.
L’autoconsapevolezza diventa il punto di partenza.
L’autoconsapevolezza del proprio modo di gestire le emozioni vuole portare alla luce gli aspetti che di solito non consideriamo perché fanno parte dell’ambiente nel quale viviamo e quindi diventano elementi che non prendiamo in considerazione o che sottovalutiamo.
La “Self Awareness” è la consapevolezza che richiede principalmente due competenze: comprendere le emozioni e riconoscere i sentieri emozionali.
Le emozioni sono negative o positive?
Le emozioni non vengono classificate come negative o positive (come probabilmente siamo stati abituati sin da bambini a pensare), ma ogni emozione ha una sua funzionalità.
Anche quelle che tendenzialmente non ci piacciono, che definiamo “scomode” sono in qualche modo funzionali.
Una scoperta: abbiamo il potere di cambiare le nostre emozioni
Gestire le proprie emozioni significa non solo saperle riconoscere e dargli un nome, ma anche riuscire a cambiarle, a ridurle, a “non stare nelle emozioni” più del necessario, a trovare la strada per farle evolvere.
Le emozioni possono essere stimolate anche attraverso alcuni strumenti come la musica che ha il potere di suscitare, stimolare pensieri ed emozioni. Le neuroscienze ci dicono che possiamo quindi autodeterminare le nostre emozioni e anche riuscire a modificarle attraverso la conoscenza dei nostri schemi mentali.
Le emozioni durano pochi secondi, diversamente si trasformano in quelli che noi definiamo “stati d’animo” che provocano sentimenti e stati emotivi che perdurano nel tempo.
Quindi è fondamentale conoscere i meccanismi per modificare i nostri schemi mentali.
Quali sono i nostri schemi mentali?
Saper gestire le emozioni significa anche conoscere gli schemi mentali che applichiamo ed essere in grado di cambiarli per non ripetere gli stessi errori nella relazione con l’altro. Cosa posso fare di diverso per riuscire a cambiare il mio schema mentale e raggiungere il mio obiettivo?
Self management: la capacità di vedere molteplici strade davanti a noi e di trovare la nostra motivazione a perseguirle
Intelligenza emotiva significa anche esercitare l’ottimismo, cioè la capacità di vedere delle alternative oltre alla strada che stiamo percorrendo.
Per poter riuscire in questo, saper riconoscere le motivazioni diventa fondamentale; sia quelle intrinseche, dentro di noi che determinano la nostra capacità di auto-motivarci, sia quelle estrinseche ovvero quelle rappresentate dagli stimoli esterni.
In primis è necessario:
- Comprendere quali sono le mie motivazioni e quali le aspettative esterne che condizionano le nostre scelte.
- Capire quali sono gli schemi che utilizziamo nella relazione con l’altro, che tipo di emozioni attiviamo, come le usiamo, che linguaggio scegliamo.
- Capire queste modalità, gli schemi, i pattern che siamo soliti usare comporta necessariamente raggiungere uno stato di consapevolezza.
Abbiamo il potere di modificare le nostre emozioni
“Navigare le emozioni” significa essere in grado di comprenderle, esplorarle e trasformarle in altre emozioni.
Comprendere questi schemi significa avere il potere per esempio di trasformare una situazione minacciosa, potenzialmente critica, in una situazione completamente diversa.
Self direction: alla scoperta del mio obiettivo nobile
Dopo aver esplorato il nostro universo emozionale, è necessario trovare il proprio “obiettivo nobile”, cioè quell’obiettivo che ci spinge all’azione e che ha il potere di influenzare ogni nostra azione quotidiana. Questo obiettivo corrisponde alla versione che vogliamo proporre al mondo intorno a noi e al significato che vogliamo dare alle relazioni e a come vogliamo viverle. In sintesi è quel messaggio che vogliamo trasmettere con il nostro comportamento agli altri.
In conclusione
Diventa quindi piuttosto chiaro comprendere il nesso tra l’intelligenza emotiva e il raggiungimento delle nostre aspirazioni. Occuparsi delle nostre emozioni, nel senso di comprenderle e imparare a gestirle per indirizzarle verso i nostri obiettivi personali e professionali, permette di vivere le relazioni con gli altri e con noi stessi in maniera più consapevole e condizionare in senso positivo il nostro modo di vivere e il senso che ciascuno di noi vuol dare alla propria esistenza.
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.



