
Brand, femminismo e pink washing
Aprile 12, 2024
Affrontare il Burnout
Aprile 26, 2024Summary
È stato un grande piacere poter condurre e moderare l’evento "Lavorare felici? " promosso da Execo, società di Milano, che si occupa di ricerca e selezione e di formazione del personale, con particolare attenzione allo studio e analisi dello scenario moderno che ha cambiato profondamente le dinamiche che animano il mondo del lavoro.
I tre esperti intervistati hanno portato un contributo significativo che ha stimolato una profonda riflessione sulla società moderna che si esprime con bisogni e modalità diversi dal passato fino a considerazioni sulla generazione X oggi presente nel mondo del lavoro, e spesso si deve confrontare o scontrare con dinamiche diverse promosse invece dalla generazione dei Boomer.
Le conclusioni poi hanno stimolato un dibattito interessante tra il pubblico, principalmente composto da imprenditori e professionisti che oggi devono fare business ricercando le giuste risorse e motivando le persone che lavorano all’interno delle proprie organizzazioni.
Come lavorare felici: coinvolgere le persone in un contesto multigenerazionale e in continua evoluzione
Francesco Vigoriti - leggi la Bio - senior consultant, esperto di comunicazione, creator e promotore di campagne pubblicitarie per famosi brand prestigiosi italiani e internazionali, ha raccontato attraverso un percorso di immagini come oggi lo scenario sociale deve essere interpretato e capito perché si possano comprendere quali siano le necessità espresse dalle nuove generazioni, affinché le aziende possano adottare le giuste modalità e i comportamenti per attrarre e motivare i talenti nelle loro organizzazioni.
Il suo speech dal titolo “Come comunicare tra generazioni immersi in un contesto culturale cambiato” ha affrontato tematiche di grande interesse per le aziende tra cui, la considerazione sul lavoro per le nuove generazioni che, oltre a dedicare tempo e impegno alla carriera professionale, vogliono, anzi reclamano, il proprio tempo libero.
Lavorare diventa tempo sottratto alla vita perché porta via quello che invece in realtà appassiona e realizza veramente. Se una volta lo straordinario veniva considerato dai dipendenti come un benefit, oggi alla richiesta di lavorare un numero maggiore di ore, i dipendenti reclamano più tempo libero.
A conferma di questo, il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) dichiara che il 67% degli italiani oggi vuole lavorare meno. Vigoriti ha illustrato come anche i mezzi di comunicazione, tra cui i social in primis, mostrano come questo fenomeno sia un trend da non sottovalutare, anzi da tenere in grande considerazione se si vogliono comprendere le nuove generazioni di lavoratori.
Oggi si manifesta piuttosto frequentemente un fenomeno nelle aziende, soprattutto nell’era post COVID, che comporta un crescente aumento di dimissionari, lavoratori che preferiscono lasciare il famoso “posto fisso” per trovare un senso alla propria vita.
Anche la stampa, i media portano in evidenza, con numerosi articoli, come le persone raccontino le loro motivazioni e storie legate al fatto di aver deciso di voler lasciare il proprio lavoro. Viene citato uno degli spot recenti di Ikea che rappresenta un ragazzo che scrive al proprio direttore aziendale dando le motivazioni del suo licenziamento dichiarando che vuole diventare amministratore delegato del suo tempo.
Una campagna pubblicitaria diventa quindi espressione dei modelli di riferimento odierni. Emergono sempre più nuovi libri sul medesimo tema, ovvero su come smettere di lavorare per esprimere il proprio bisogno di avere più spazio da dedicare al proprio tempo libero e dedicarsi alle proprie passioni.
"Se lo straordinario un tempo era considerato un'opportunità, oggi è un impegno a discapito del proprio tempo libero"
Perché coinvolgere le persone in azienda?
Massimiliano Pappalardo - leggi la Bio - responsabile ricerca innovazione presso Execo, oggi docente di filosofia del lavoro presso l’Università di Catania, ha fatto uno speech sul senso e la motivazione personale in ambito lavorativo.
Il tema della motivazione, come cercarla e soprattutto come riuscire a mantenerla all’interno del contesto lavorativo, diventa prioritario per gli imprenditori che investono tempo e risorse per formare i propri collaboratori e vogliono trattenerli in azienda. Interessante se pensiamo alla etimologia della parola “lavoro”, “Labor” dal latino che significa letteralmente “vado a faticare”, "vado a lavorare".
Il lavoro quindi rappresenta fatica che necessariamente dà un senso a quello che si fa, dà dinamismo alle azioni e attività per cui si dedicano tempo ed energie. Oggi invece le nuove generazioni sembrano volere meno sfide per la ricerca di più avventure. In questo scenario si colloca la figura di colui che deve motivare la propria squadra, di quella guida in grado di dare gli obiettivi e nel contempo riuscire a trasferire la giusta motivazione verso il proprio team.
Un tema non facile se guardiamo la ricerca di Galup 2023 che dichiara che solo il 5% dei lavoratori si sente coinvolto nelle attività svolte. Il report “State of global Work Place” riporta che in Italia solo un dipendente su 10 si definisce “Engaged” e rappresenta il risultato più basso a livello europeo.
Come far crescere felicità e produttività?
Diego Malerba - leggi la Bio - founder di Execo, si chiede quindi come far crescere felicità e produttività, come comprendere le generazioni per poter muoverci concretamente e senza preconcetti rafforzando le nostre organizzazioni aziendali, con approcci che garantiscono autonomia e responsabilizzazione.
Occorre superare le resistenze al cambiamento e riscoprire il significato autentico del lavorare. Quindi è importante capire qual è il processo di selezione, quali sono le strategie e soluzioni concrete che possano gestire e coinvolgere le nuove generazioni nei contesti aziendali di oggi.
Bisogna infine trovare necessariamente nuove modalità e porre le basi per una cultura aziendale che veda la diversità generazionale come un pilastro delle nostre aziende.
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.



