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- Sostenibilità e comunicazione ambientale, il ruolo delle piattaforme digitali
- L'impegno delle nuove generazioni
- Sostenibilità e Green Washing, una minaccia alla fiducia
- Il ruolo delle piattaforme digitali nel promuovere la sostenibilità
- L'impatto dei green influencer sul mercato
- Cosa si aspettano le persone dalle aziende
Sostenibilità e comunicazione ambientale, il ruolo delle piattaforme digitali
Negli ultimi anni, la sostenibilità ambientale è diventata una delle tematiche centrali nel dibattito pubblico, influenzando profondamente il mondo aziendale e le modalità di comunicazione.
Le nuove generazioni, in particolare, si stanno impegnando con determinazione per proteggere l’ambiente e stanno imponendo una nuova etica alle aziende e ai governi. Il cambiamento non è più percepito come opzionale, ma come un'esigenza imprescindibile.
Le piattaforme digitali hanno avuto un ruolo cruciale nel catalizzare questa trasformazione, facilitando la diffusione di informazioni, sensibilizzando l’opinione pubblica e spingendo i brand verso comportamenti più responsabili.
L'impegno delle nuove generazioni
Le generazioni più giovani, come i Millennial e la Gen Z, stanno mostrando un forte senso di responsabilità verso le questioni ambientali. Cresciuti in un'epoca segnata dall’emergenza climatica e dall’esaurimento delle risorse naturali, si distinguono per un atteggiamento pragmatico e concreto nei confronti della sostenibilità.
L'Italia guida in Europa per numero di "sostenibili digitali" (37%), giovani che utilizzano strumenti digitali e adottano comportamenti sostenibili.
Tra le donne italiane, il 29% si distingue per sensibilità alla sostenibilità digitale, superando sia i connazionali maschi che le donne degli altri Paesi analizzati. Seguono Spagna (34%), Polonia (26%), Germania (18%) e Francia (14%). Questi dati emergono dal rapporto “Digital Sustainability IndexTM (DiSITM) Young”, presentato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale ed EY Foundation Onlus, che ha analizzato le percezioni di 800 giovani europei tra i 16 e i 24 anni.
La ricerca “Digital Sustainability IndexTM (DiSITM) Young” esamina come i giovani di Italia, Spagna, Polonia, Germania e Francia percepiscono la tecnologia come strumento di sostenibilità.
I dati mostrano atteggiamenti simili tra i giovani dei vari Paesi, ma emergono alcune differenze. Francia e Germania, pur avendo una forte cultura digitale, mostrano una minore propensione verso pratiche sostenibili. Al contrario, Italia e Spagna si distinguono per una maggiore sensibilità alla sostenibilità, con la Spagna che supera l’Italia in termini di digitalizzazione.
Massimo Antonelli, ceo di EY in Italia e COO di EY Europe West: commenta “Nell'analisi DiSITM Young leggiamo tracce comuni tra i vari Paesi, a ulteriore testimonianza del fatto che partite come la sostenibilità, il digitale, le competenze e l'innovazione oggi non possono che essere giocate su scenari internazionali.”
Questi giovani non solo partecipano ad attivismo ambientale, come dimostrato dal movimento Fridays for Future, ma stanno anche ridefinendo le aspettative verso i brand e le istituzioni. Si aspettano che le aziende non si limitino a parole vuote o azioni di facciata, ma che mettano in campo misure reali e tangibili per ridurre il loro impatto ambientale.
Un esempio emblematico è Patagonia, azienda di abbigliamento outdoor che ha costruito la sua immagine di marca intorno ai valori della sostenibilità. Patagonia non solo promuove prodotti realizzati con materiali riciclati, ma si impegna attivamente in iniziative di tutela ambientale, dimostrando che la sostenibilità può essere un pilastro centrale del business.
L'azienda si dichiara consapevole della crisi ambientale e utilizza tutte le sue risorse per contrastarla: sul fronte sociale, Patagonia ha creato un programma di responsabilità che tutela i lavoratori nella catena di fornitura, collaborando con i fornitori per garantire standard elevati. sul fronte ambientale, l'azienda utilizza il 72% di materiali riciclati e promuove l'estensione della vita dei propri capi. Inoltre, devolve l'1% delle vendite a iniziative ambientaliste, sostenendo gruppi attivisti dal 1985.
Questa coerenza tra azione e comunicazione ha permesso all'azienda di guadagnare la fiducia dei consumatori e di posizionarsi come un leader nel settore.
Sostenibilità e Green Washing, una minaccia alla fiducia
Con l'aumento dell'interesse verso la sostenibilità, tante aziende hanno tentato di cavalcare l'onda senza però adottare pratiche effettivamente sostenibili, generando il fenomeno del greenwashing.
Il greenwashing si verifica quando un’azienda o un governo si presenta come ecologicamente responsabile attraverso campagne di marketing ingannevoli o dichiarazioni fuorvianti, ma senza intraprendere azioni significative.
Questo comportamento mina la fiducia dei consumatori e danneggia l’immagine del brand. Per esempio, molte aziende del settore della moda fast fashion hanno iniziato a lanciare collezioni “eco-friendly”, senza però ridurre la produzione complessiva o affrontare i problemi strutturali della loro catena di approvvigionamento. La trasparenza e l'autenticità sono ora elementi fondamentali nella comunicazione sulla sostenibilità, e il pubblico è sempre più consapevole e pronto a smascherare campagne di greenwashing.
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Il ruolo delle piattaforme digitali nel promuovere la sostenibilità
Le piattaforme digitali stanno giocando un ruolo essenziale nella sensibilizzazione sul tema della sostenibilità.
Grazie ai social media il messaggio dell’urgenza climatica raggiunge ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo. Piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube permettono a giovani attivisti, aziende impegnate e ONG di condividere storie, dati e iniziative in tempo reale, generando un impatto immediato.
Il fenomeno dei green influencer
I green influencer sono per lo più attivisti, studiosi, ricercatori ma soprattutto ottimi comunicatori ed utilizzano la loro community sui social media per diffondere messaggi legati alla tutela ambientale e alla sostenibilità. Si tratta di content creator che trattano argomenti come il cambiamento climatico, la riduzione dei rifiuti, alimentazione sostenibile, moda etica, consumo responsabile e molto altro.
Operano su piattaforme come Instagram, TikTok, YouTube e Twitter, dove condividono consigli pratici, raccontano le loro esperienze personali e sensibilizzano il pubblico su cause ambientali. I green influencer non si limitano a informare, ma cercano anche di ispirare le persone a cambiare abitudini, mostrando che ognuno può contribuire a un futuro di sostenibilità, anche attraverso piccoli gesti quotidiani.
La loro forza sta nell’autenticità e nella capacità di rendere accessibili temi complessi come la sostenibilità e l’impatto ambientale delle nostre scelte: molti di loro hanno un percorso personale di transizione verso uno stile di vita più ecologico e lo raccontano con trasparenza e passione, costruendo una relazione di fiducia con il proprio pubblico.
Conosciamo tutti Greta Thunberg, che ha utilizzato Twitter e Instagram per mobilitare milioni di persone in tutto il mondo a favore del clima. Thunberg è una figura centrale nel movimento globale per il clima e ha avuto un impatto significativo sul fenomeno del green influencing.
Con il suo sciopero scolastico per il clima iniziato nel 2018, Thunberg ha ispirato milioni di giovani in tutto il mondo a unirsi ai Fridays for Future, un movimento che chiede azioni urgenti contro il cambiamento climatico.
La sua comunicazione diretta e senza compromessi ha ridefinito il modo in cui si parla di sostenibilità e responsabilità ambientale, portando il dibattito al centro dell'attenzione mediatica globale.
Attraverso l'uso strategico dei social media, Greta ha trasformato il green influencing da un fenomeno individuale legato a stili di vita sostenibili a un movimento di massa, che esige cambiamenti sistemici da parte di governi e industrie.
Il suo impatto va oltre la sensibilizzazione alla sostenibilità: ha creato una piattaforma globale per la giustizia climatica, influenzando politiche pubbliche e spingendo i brand a prendere posizione su tematiche ambientali.
Altri esempi virtuosi di questo fenomeno li incontriamo in influencer come Lauren Singer, nota per il suo movimento "zero waste", e Immy Lucas, creator di contenuti sulla sostenibilità su Instagram e YouTube, hanno dimostrato come sia possibile vivere una vita quasi senza produrre rifiuti. Un altro esempio è @leozagami, attivo su TikTok, che utilizza brevi video per fornire consigli pratici su come ridurre gli sprechi quotidiani e come scegliere prodotti più sostenibili.
La sua capacità di rendere le pratiche green facilmente replicabili ha reso il suo contenuto estremamente popolare, soprattutto tra i giovani.
L'impatto dei green influencer sul mercato
Il fenomeno dei green influencer non ha solo cambiato il modo in cui le persone si avvicinano alla sostenibilità, ma sta anche influenzando le scelte di mercato.
Sempre più aziende, consapevoli dell’importanza della sostenibilità per i consumatori, collaborano con green influencer per promuovere i loro prodotti eco-friendly. Questo ha dato vita a una nuova forma di marketing basata sull’autenticità e sulla credibilità.
Collaborare con un green influencer significa per i brand dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità in modo più diretto e trasparente. Tuttavia, è importante che queste collaborazioni siano autentiche. I consumatori di oggi, soprattutto le nuove generazioni, sono molto attenti al fenomeno del greenwashing, ovvero quando un’azienda finge di essere sostenibile solo per scopi di marketing. Collaborare con un green influencer può aiutare a consolidare la fiducia del pubblico, ma solo se l’azienda dimostra un reale impegno verso la sostenibilità.
Un esempio virtuoso di questa collaborazione è la partnership tra aziende come Ecosia, il motore di ricerca che pianta alberi con i suoi proventi pubblicitari, e diversi green influencer, che ne promuovono l’utilizzo all’interno delle loro community.
Anche marchi di abbigliamento sostenibile, come Tentree, che pianta alberi per ogni prodotto venduto, collaborano con green influencer per diffondere la loro missione e dimostrare l’efficacia delle loro iniziative.
Cosa si aspettano le persone dalle aziende
Cosa si aspettano le persone dai brand e dai governi? Oggi, le persone non si accontentano più di promesse vaghe. Vogliono azioni concrete, misurabili e trasparenti.
Secondo recenti ricerche, oltre il 70% dei consumatori globali ritiene che i brand debbano svolgere un ruolo attivo nella lotta contro i cambiamenti climatici, e sono sempre più disposti a boicottare aziende che non adottano pratiche sostenibili. Allo stesso modo, vi è una crescente pressione sui governi affinché mettano in atto politiche più ambiziose per affrontare la crisi ambientale.
L'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sono chiari segnali di come le istituzioni globali stiano cercando di rispondere a questa domanda, ma rimane ancora molto da fare.
La crescente consapevolezza delle generazioni più giovani e la capacità delle piattaforme digitali di amplificare la loro voce rappresentano una forza potente che sta spingendo verso una trasformazione profonda delle politiche pubbliche e dei comportamenti aziendali. Il cambiamento richiede autenticità e attenzione verso la normativa.
La comunicazione svolge un ruolo cruciale nella promozione della sostenibilità, poiché è il mezzo attraverso cui conoscenza, consapevolezza e azioni concrete possono diffondersi su larga scala. Una comunicazione efficace permette di sensibilizzare le persone sulle sfide ambientali e sociali, ispirando comportamenti più responsabili e sostenibili.
Va sottolineato che le aziende oggi devono considerare le novità sulla normativa che riguardano alcuni aspetti come la responsabilità legale, la tutela dell’immagine aziendale, il rischio sanzioni.
La comunicazione diventa quindi oggetto di forte attenzione da parte anche delle Autorità che tutelano il consumatore da pratiche sleali e da informazioni non veritiere in riferimento alla ESG.
Francesca Amadori è una professionista esperta nel settore della comunicazione per Imprese e Associazioni, offre consulenza e supporto alle aziende nell'implementazione di strategie di comunicazione e nella gestione delle collaborazioni con agenzie partner. La sua ampia esperienza sul campo e la solida e costante formazione le consentono di fornire soluzioni efficaci e mirate.
Oltre al suo ruolo di consulente di comunicazione, Francesca Amadori è anche docente di corsi di comunicazione e public speaking presso scuole superiori. Collaborando con esperti di formazione per gli adolescenti, si impegna a sviluppare le capacità comunicative dei ragazzi, preparandoli per il successo nelle sfide future.







